La pieve di Scurano: rimodernata nel tempo, ma di immutato splendore | l’OFFicina parmigiana
SCURANO – Numerosi interventi di ristrutturazione ne hanno alterato l’aspetto originario; all’interno un imponente organo e alcuni affreschi
Numerosi interventi di ristrutturazione ne hanno alterato l’aspetto originario; all’interno un imponente organo e alcuni affreschi
@FrancescoGallina
Avete presente quando tagliate il tronco di un albero? Vi si palesano anelli e crepe, segni di una storia centenaria, se non millenaria. Dietro la corteccia, si nasconde spesso una storia travagliata. Ecco: la pieve che oggi vi invito a visitare è il risultato di una serie imponente di interventi e rimaneggiamenti che ne hanno trasfigurato l’aspetto romanico originario. Cosa che, come abbiamo visto, ha riguardato numerose pievi del Parmense (e non solo), ma che, in questo caso, è caratteristica peculiare.
Siamo sulla sinistra del torrente Enza, dove sorge il piccolo paese di Scurano, frazione di Neviano degli Arduini: qui sorge la Pieve dedicata ai martiri cristiani Sant’Ippolito e Cassiano, costruita tra la fine del secolo XI e il primo decennio del secolo successivo. Già nel XIII secolo si procede con l’intonacatura, mentre nel ‘600 si aggiungono cappelle e navate laterali, mentre alla metà del XVIII secolo risale il portale d’ingresso, caratterizzato da una splendida cornice modanata in arenaria. Nella prima parte dell’’800 si decide di stravolgere l’originaria pianta a croce latina con abside quadrangolare, trasformata nell’attuale impianto poligonale, e subito dopo viene edificato sul lato destro il campanile che fiancheggia la facciata, con spigoli in bugnato.
La Pala d’altare di Michele e Pier Ilario Mazzola, zii del Parmigianino
La pieve presenta un’imponente facciata simmetrica a capanna, in arenaria con inserti di pietra in conci squadrati. Un piccolo rosone strombato e una piccola apertura a croce caratterizzano la parte centrale, mentre ai lati, gli ingressi secondari sono contornati da cornici in pietra al disopra dei quali vi sono due finestre rettangolari, anch’esse strombate.
Di notevole interesse l’interno, dominato da un organo originariamente presente nella chiesa di San Pietro di Parma.
Se ci avviciniamo ai pilastri che reggono le navate, potremmo vedere i resti di affreschi raffiguranti la Vergine Maria, Santa Rita e Sant’Antonio abate, mentre nel presbiterio è collocata una pala d’altare raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Ilario e Antonio, opera di Michele e Pier Ilario Mazzola, gli zii di Girolamo Francesco Maria Mazzola, detto “il Parmigianino”, figura centrale del Manierismo italiano che supererà di gran lunga i due parenti per qualità del disegno, anima e fattura delle figure umane.
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