“Sotto bella menzogna”: Dante raccontato da Francesco Gallina | INTERVISTA
PARMA – A tu per tu con Francesco Gallina, giovane critico e scrittore parmigiano: un viaggio appassionante nelle sue opere, in attesa della presentazione di Sotto bella menzogna
A tu per tu con Francesco Gallina, giovane critico e scrittore parmigiano: un viaggio appassionante nelle sue opere in attesa della presentazione di Sotto bella menzogna
PARMA – Classe 1992, laureato a pieni voti nel 2016 alla Magistrale di Lettere e Filosofia della Facoltà di Parma, Francesco Gallina, scrittore, critico e poeta parmigiano, presenterà oggi alla Feltrinelli di Strada Farini Sotto bella menzogna. Il libro nasce dalla scrittura della Tesi Magistrale e la presentazione è curata dai docenti Gualtiero Rota e Carlo Varotti: un viaggio storico, critico e filologico che racconta il pensiero dantesco. La sua passione per la Letteratura lo porta a collaborare con prestigiose riviste universitarie e a mostre e progetti che riguardano Parma: la città in cui è nato e risiede. Ma il suo sogno è uno solo: insegnare, trasmettendo alle generazioni future la cultura di cui è innamorato.
Da De perfectione a Sotto bella menzogna, da dove nasce la tua passione per la scrittura e come valuti il tuo percorso fino ad oggi?
Non si nasce scrittori, come qualche volta si sente dire in giro. E prima di essere scrittori si deve necessariamente essere lettori onnivori. Dalla mia voracità libresca e da uno studio appassionante della letteratura nasce il piacere per la scrittura, piacere che si è poi tramutato in lavoro. In quinta liceo ho deciso di mettere le mani in pasta per iniziare a sporcarmele: solo così si impara un mestiere, e la scrittura è un mestiere, una forma di difficile e minuzioso artigianato che richiede abilità e tempo. La gestazione dura due anni e nel 2012 vede la luce il romanzo De Perfectione, una miscela narrativa fra noir e thriller psicologico che ha trovato molto apprezzamento non solo fra il pubblico adulto, ma anche in numerose scuole italiane, dove il libro è stato presentato e adottato.
Dopo il tempo delle mele è arrivato quello dell’Università, che con le mele ha in comune la maturazione. Maturazione umana e professionale. Così è stato anche per la scrittura, che è stagionata in un ambiente opportuno quale solo poteva essere la Facoltà di Lettere e Filosofia di Parma. Nel 2015 perseguo la Laurea Triennale con una tesi che ha l’onore di vincere il prestigiosissimo Premio Casentino, fondato da Carlo Emilio Gadda e oggi presieduto da Silvio Ramat. Il premio prevede la pubblicazione, ed ecco nascere La poetica musicale nel Decameron, un viaggio attraverso le rappresentazioni musicali nel capolavoro di Giovanni Boccaccio. Identica sorte tocca alla tesi magistrale, che vince il Premio fiorentino La Ginestra come miglior saggio e da poche settimane è uscita in libreria per i caratteri della Casa Editrice Helicon.
Oggi, alle 18.00 presenterai Sotto bella menzogna alla Feltrinelli di Strada Farini: cosa ci racconti di quest’ultima fatica letteraria?
Sotto bella menzogna sarà presentato da due giganti della cultura parmigiana, entrambi premio Sant’Ilario: la professoressa Isa Guastalla e Giuseppe Marchetti, penna storica della pagina culturale della «Gazzetta di Parma». Il libro è introdotto da Carlo Varotti e Gualtiero Rota, docenti dell’Università di Parma, e presenta in copertina un’illustrazione di Angela Malinconico. Il saggio interpreta il Convivio e la Divina Commedia attraverso le possibili influenze esercitate sul Sommo Poeta da correnti gnostiche, eretiche e islamiche, a livello narrativo, filosofico e teologico, cercando di rispondere ad alcune domande: qual è il ruolo effettivo di Beatrice nella cosmologia dantesca? La Beatrice di Dante è davvero Beatrice Portinari? Chi è, o meglio, che cos’è il “veltro”? La Commedia è concepita come finzione o come realtà? Com’è possibile che nel Limbo e nel Paradiso siano presenti personaggi condannati dalla Chiesa cristiana? Qual è il rapporto fra Dante e il commercio librario di testi islamici? Qual è il ruolo rivoluzionario dell’io poetico nel “sacrato poema” dantesco? Perché Dante tace del Catarismo quando ancora ai suoi tempi un terzo del popolo di Firenze aderiva a questa religione eretica? Perché di tutto parla fuorché dei catari, trucidati per volere della Chiesa di Roma? Dante non si volge verso Dio ma, più precisamente, vi fa ritorno: come si ripercuote il concetto del “ritorno” sul significato del viaggio dantesco?
In questi anni hai collaborato con molte riviste universitarie e da ottobre inizierai una nuova avventura all’Università Popolare: come affronterai questa esperienza?
Nell’ambiente universitario ho avuto il piacere di collaborare con alcune delle più importanti riviste specialistiche di Letteratura (e non solo), quali ad esempio “Purloined Letters“, “Studi e Problemi di Critica Testuale“, “Campi Immaginabili” e “Arabeschi“. All’Università Popolare di Parma terrò un intero corso dall’intenso sapore dantesco, un notevole ampliamento di un progetto che, da un anno a questa parte, sto portando in scuole e biblioteche in giro per l’Italia, dal titolo: L’inferno di Dante. Un viaggio illustrato lungo 700 anni. Sarà un appassionante viaggio nella prima cantica della Divina Commedia attraverso le rappresentazioni artistiche che dell’Inferno sono state date lungo gli ultimi sette secoli, dalla miniatura al graphic novel, dall’affresco al fumetto, dall’acquerello all’incisione, dalla scultura alla litografia, dalla fotografia al cinema.
Medaglia d’oro della Dante a Parma e candidatura al Dante d’Oro: cosa significa per uno scrittore giovane ricevere premi di questo calibro?
Insomma, questo Dante salta sempre fuori, me lo ritrovo ovunque. Il 29 maggio sono stato onorato della medaglia d’oro dall’Associazione La Dante. Poche settimane prima, invece, ero in lizza – insieme ad altri nove validissimi poeti – per il Dante d’Oro, premio che ogni anno i ragazzi del salotto letterario dell’Università Bocconi di Milano conferiscono a un poeta e che, in questi anni, si sono aggiudicati nella sua forma onoraria, intellettuali del calibro di Susanna Tamaro, Antonio Pennacchi, Valerio Massimo Manfredi, Roberto Vecchioni e Svetlana Aleksievič. Ricevere questi premi è una grandissima soddisfazione, ma soprattutto il riconoscimento dello studio e dell’impegno che c’è dietro il mio lavoro quotidiano.
Parma 2200: dove e quando possiamo ascoltarti?
Alla mostra Archeologia e alimentazione nell’eredità di Parma romana, ideata e curata da Francesco Garbasi e Filippo Fontana, con la supervisione e la consulenza scientifica della professoressa Alessia Morigi, che offre eventi collaterali a tutta la cittadinanza. Per l’occasione, curo quattro incontri dedicati all’alimentazione nella Roma imperiale, fra scienza e letteratura.
Il 28 giugno, ore 11.00 Ghiri farciti, fenicotteri e polvere di datteri: la strabiliante cucina di Apicio. Il 1 luglio, ore 17.00: Aragoste, ceci cornuti e tuorli pepati: alla scoperta della Cena Trimalchionis. Il 15 luglio, ore 11.00: La medicina del vino: il potere curativo del vino secondo Plinio il Vecchio. Per finire, il 16 luglio, ore 17.00: La medicina dell’olio: il potere curativo dell’olio secondo Plinio il Vecchio.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Tanti, in ambiti diversi e su diversi livelli. L’insegnamento, però, resta una delle priorità. A pochi mesi dalla laurea, a 24 anni, ho avuto la possibilità di entrare in un liceo cambiando per la prima volta prospettiva: non più dietro i banchi, ma dietro la cattedra. Un’esperienza meravigliosa e una strada che, sebbene le mille difficoltà di questi tempi, desidero percorrere. Forse per tutta la vita.
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