Fungo IGP di Borgotaro: 10.000 km per scoprirne la qualità
Delegazione dal Giappone a Borgotaro per scoprire questo prodotto unico al mondo; dal Consorzio: “Grande soddisfazione per il lavoro svolto”
Una delegazione dal Giappone a Borgotaro per scoprire questo prodotto unico al mondo; dal Consorzio: “Grande soddisfazione per il lavoro svolto; il nostro unico limite è la natura”
Diecimila chilometri per scoprire il Fungo di Borgotaro IGP . È quello che ha fatto una delegazione del Giappone per scoprire l’unico prodotto spontaneo d’Europa ad aver ricevuto un riconoscimento di qualità. Un bell’attestato di stima per chi lavora quotidianamente affinché il fungo porcino delle nostre valli sia riconosciuto come prodotto di eccellenza a livello mondiale. E questo incontro dimostra che si è sulla strada giusta.
I delegati giapponesi hanno raggiunto la Val Taro per osservare i dettagli della filiera del fungo di Borgotaro e conoscerne i segreti di lavorazione. L’incontro è stato molto apprezzato dal Consorzio del Fungo, che spesso si scontra con le rimostranze di chi non comprende a pieno le potenzialità di questo fantastico prodotto. E queste 13 ore di volo per raggiungere Borgotaro da Tokyo, probabilmente, sono la testimonianza di quanto, invece, sia necessario un marchio di valorizzazione e un ente di tutela.
“Capita spesso – raccontano dal Consorzio del Fungo – di raccontare che cosa sia il Fungo di Borgotaro. E che cosa significhi avere in Valle un prodotto a marchio di qualità; non sempre si è capiti, a volte nemmeno considerati: troppo spesso emerge la sensazione che il nostro porcino venga dato per scontato. Soprattutto tra gli abitanti della Valle. Quante nazioni ci sono nel mondo che producono porcini? E quante Regioni in Italia offrono i loro boleti? Eppure la nostra piccola valle ha avuto il privilegio di essere la meta di questo lungo viaggio, dal lontano Oriente“.
Fungo e Val Taro: un legame indissolubile
Grande rilevanza ha avuto la parte “tecnico-commerciale”, così come quella “turistico-culturale”. Terreni su cui ci si è potuti confrontare con una cultura completamente differente dalla nostra. “Un’opportunità inestimabile – hanno aggiunto dal Consorzio – che ci permetterà di migliorare. Perché il Fungo di Borgotaro IGP è uno straordinario volano bidirezionale. Da un lato permette alla valle di farsi conoscere all’estero e poi richiama persone interessate da tutto il mondo“. Una questione che trascende il lato economico. Perché chi raggiunge le nostre valli , spesso, si affeziona e lega il suo passaggio non solo al fungo porcino.
Molto soddisfatti Francesca Corsi Bianchinotti, direttore del Consorzio del Fungo, e Antonio Mortali, responsabile della gestione forestale dei boschi IGP. I due hanno raccontato l’esperienza del sistema-fungo in Valtaro: dalla creazione negli anni Sessanta delle prime riserve in Italia per la raccolta funghi, alla gestione forestale dei boschi volta a favorire la produzione del porcino. Infine sono passati ad illustrare le straordinarie qualità organolettiche del prodotto. Particolare interesse ha riscontrato il sistema di certificazione.
“La filiera del porcino – hanno concluso dal Consorzio -, dalla produzione alla commercializzazione, infatti, è altamente controllata. L’unico vero limite della catena è rappresentato dalla disponibilità del prodotto fresco che, negli ultimi anni, latita; il Consorzio del Fungo ha cercato di porre rimedio a questa aleatorietà col nuovo disciplinare di produzione attraverso la certificazione del prodotto essiccato“.
La storia del Fungo di Borgotaro IGP, unico prodotto spontaneo in Europa ad avere ottenuto un marchio di qualità, è indissolubilmente legata alla storia del territorio. La fama del prodotto è andata così di pari passo all’incremento di notorietà della Val Taro. Grazie al lavoro svolto in questi decenni dal Consorzio per tutelare prodotto e territorio si è riusciti ad arrivare lontano, fino in Giappone.
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