Un tenore sempre più internazionale: Francesco Pavesi – INTERVISTA
Il tenore Francesco Pavesi senza filtri: gli ultimi concerti, l’esperienza della Petite Messe Solennelle e un bilancio de “Il Golfo Mistico”
Il tenore Francesco Pavesi senza filtri: gli ultimi concerti, l’esperienza della Petite Messe Solennelle e un primo bilancio de “Il Golfo Mistico“
@AndreaAdorni @ChiaraCorradi
Si può dire che Francesco Pavesi abbia una passione innata per la musica. Il giovane tenore fornovese si è avvicinato alla musica a soli dodici anni, dopo aver sentito “L’Elisir d’amore“. Oggi Pavesi, anche grazie ad uno studio costante, ha raggiunto obiettivi importanti per la sua carriera. Partito da Fornovo di Taro, in provincia di Parma, ha calcato palcoscenici di grande prestigio: dagli Stati Uniti all’Europa, oltre che in Italia. Numerosi i suoi viaggi a New York, città in cui è molto apprezzato, mentre di recente ha calcato i palcoscenici della Svizzera.
Molto forte, però, rimane il suo legame con il territorio. Nel parmense, infatti, è molto attivo con diversi appuntamenti fissi, oltre a partecipazioni d’eccezione come la recente “Petite Messe Solennelle“. Da segnalare la sua periodica presenza al “Montegroppo Music Fest“, di cui cura la direzione artistica con Pampa Pavesi, oppure alla celebre “Notte delle Pievi“, che si tiene a cavallo della notte di San Lorenzo e quest’anno ha festeggiato la sua prima edizione invernale a Capodanno.
Da un anno Pavesi collabora anche con il nostro quotidiano online, ilParmense.net. Sue le rubriche il “Golfo Mistico” e “Il Golfo Mistico Off“, che raccontano di personaggi di spicco del mondo musicale parmigiano. Artisti affermati e giovani rampanti sono i protagonisti di questo suo eccellente lavoro.
Dall’inizio di dicembre ad oggi la tua agenda concertistica è stata particolarmente fitta. Partiamo dal grande successo riscontrato in Svizzera: Zurigo e Winterthur come ti hanno accolto?
Moltissimi impegni: tra questi certamente uno dei più interessanti e impegnativi è stata la tournée in Svizzera. Sotto la direzione del maestro Barrali, insieme ad alcuni splendidi e bravissimi colleghi, abbiamo tenuto concerti a Zurigo e Winterthur. A Zurigo con il mezzosoprano Anna Maria Chiuri (reduce dal successo al Teatro Alla Scala), il soprano Angela Gandolfo, i baritoni Eugenio Leggiadri Gallani e Kim Young Hoon.
Una serata in cui abbiamo proposto un programma con pagine da ‘Figlia del reggimento’, ‘Aida’, ‘Rigoletto’, ‘Traviata’, ‘Sansone e Dalila’, ‘Elisir d’amore’ e ‘Trovatore’. Nella città di Winterthur, in una stupenda sala da concerto, insieme ad Angela Gandolfo abbiamo proposto una selezione di canzoni napoletane, oltre che brani di Francesco Paolo Tosti. Siamo stati accolti da un pubblico calorosissimo, competente e raffinato. Un’esperienza culturale e umana straordinaria.
Il Comune di Fornovo ha celebrato il Capodanno con una novità: la prima edizione della “Notte delle Pievi” invernale. Una scommessa vinta?
Quest’anno l’Amministrazione comunale ha deciso di raddoppiare la consueta programmazione estiva della ‘Notte delle Pievi’, dimostrando grande sensibilità. Con il maestro Zarba abbiamo ideato una sorta di ‘Winter festival’. Ospite d’eccezione dell’evento che si è tenuto il 2 gennaio scorso: il Maestro Roberto Barrali.Il programma proposto è stato molto raffinato e ha visto la stupenda cornice della Pieve romanica di Fornovo riempirsi di un foltissimo pubblico. Possiamo veramente dire che si tratta di una scommessa vinta.
Il 14 gennaio hai debutto nella “Petite Messe Solennelle” con un cast d’eccellenza. Quali emozioni hai provato nell’esibirti in un’opera così complessa, per di più all’interno di un luogo suggestivo come la Cattedrale di Parma?
Il 14 gennaio scorso ho debuttato la Petit Messe Solennelle di Rossini: una delle pagine più suggestive del compositore pesarese. Si tratta di una partitura impervia per tutte le quattro parti solistiche e per il coro. Debuttare in un ruolo così impegnativo, con un cast di livello internazionale, in una location come la Cattedrale di Parma, rappresenta una di quelle date da non dimenticare nel corso di una carriera. Se aggiungiamo, poi, la finalità benefica e la direzione di un grande musicista e amico come il Maestro Barrali penso non si possa chiedere di meglio.

Per il nostro giornale, ilParmense, ti occupi di una rubrica musicale: “Il Golfo Mistico”; puoi ricordare ai nostri lettori di cosa si tratta e tracciare un bilancio su questo primo anno di collaborazione?
Il ‘Golfo Mistico’ è un luogo. Lo è nella sua accezione teatrale e lo è per quel che riguarda la rubrica di cui mi occupo. Una sorta di ‘loft newyorkese’ nel quale ospito musicisti o persone che in qualche misura lavorano con la musica. Che abbiano voglia di condividere con me e con i lettori riflessioni, successi e carriera. Ho pensato di aggiungere in corso d’opera il ‘Golfo Mistico off’: così da poter dedicare uno specifico spazio ai giovani emergenti. Ma anche ai progetti più sperimentali o a chi fa musica per passione e piacere personale. Il che, spesso, non significa che il risultato sia qualitativamente inferiore.
Molti artisti che intervisto sono amici sparsi in giro per il mondo, altri li conosco in occasione dell’intervista e devo dire che è sempre un piacere. Raccontare la vita di qualcuno è affascinante. La mia rubrica ha un marchio distintivo, una domanda che faccio sempre: ‘where everything started’, dove tutto ha avuto inizio. È incredibile pensare che anche il più grande musicista, dal palco della Scala a quello del Madison Square Garden possa tracciare una parabola a ritroso fino a quel momento. Quel momento in cui, magari da bambino, ha deciso che la musica avrebbe fatto parte della sua vita. Io la chiamo piacevole nostalgia.
Il bilancio che posso tracciare è certamente più che positivo. Ricevo molte attestazioni di stima e gradimento dagli addetti ai lavori e non. Cerco di raccontare storie interessanti e spero che il ‘Golfo Mistico’ diventi un ‘loft’ sempre più affollato.
Il 2017 è appena iniziato: quali progetti hai in mente e quali obiettivi vorresti realizzare nel nuovo anno?
Per il 2017 un’imminente ‘Traviata’. Poi Stati Uniti: ma non sveliamo troppo per il momento. D’altra parte come scrive Alessandro Baricco in ‘Novecento’, “non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla”.
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