“Con te partirò”: la canzone straordinaria di Lucio Quarantotto

Ecco il nostro omaggio ad uno dei brani più venduti della storia musicale mondiale; portato al successo da Andrea Bocelli fu scritto da Lucio Quarantotto

Ecco il nostro omaggio ad uno dei brani più venduti della storia musicale mondiale; portato al successo da Andrea Bocelli fu scritto da Lucio Quarantotto

di Francesco Pavesi

Era il 1995 quando, poco più che ragazzo, ascoltai per la prima volta quelle note del corno francese. Quella melodia precedeva il testo del brano che di lì a poco sarebbe diventato uno dei più ascoltati, tradotti e venduti della storia della musica mondiale. Sul palco dell’Ariston a cantarlo magnificamente c’era Andrea Bocelli. Vincitore solo l’anno precedente della sezione nuove proposte con “Il mare calmo della sera“.


Quando una canzone raggiunge milioni di persone in ogni angolo del pianeta. Quando bastano poche note dell’intro per sentire un applauso spontaneo, allora non ci sono snobismi di sorta. Quelle parole insieme alla musica sono state capaci, più di qualsiasi altra, di toccare l’animo. Di comunicare con popoli, sensibilità, culture e costumi diversissimi.

Lucio Quarantotto, recentemente scomparso, fu cantautore schivo e garbato. Vincitore della targa Tenco, aveva collaborato, fra gli altri, con Franco Battiato. Non raggiunse mai il successo personale che avrebbe meritato un musicista della sua sensibilità. Per lui, però, ad un certo punto arriva la collaborazione con la Sugar di Caterina Caselli e, insieme a  Francesco Sartori, compie il miracolo. Nasce “Con te partirò“.

Una sorta di viaggio affrescato che via via si compone davanti agli occhi di chi ascolta, una vera e propria colonna sonora del mondo. La possiamo ascoltare a Central Park come a Las Vegas; in viaggio per Washington o da uno stereo su una spiaggia degli Hamptons; davanti alla fontana di Trevi o in un bar di Trieste. Credo che il segreto di questo brano stia nel fatto di piacere alle persone, di emozionare chi lo ascolta, di essere semplicemente bello.

Probabilmente una volta finita la stesura Quarantotto e Sartori si sono guardati e si sono detti: questo pezzo ragazzi funziona parecchio; oppure, questo pezzo “spacca”, come si dice oggi. Molti puristi mi diranno che queste non sono argomentazioni sostenute da un’attenta analisi tecnica. Ma senza un’adeguato scavo in profondità dello sparito, senza soppesare le parole o le note, la gente già applaude. E spero lo stia sentendo anche tu, da qualche parte, caro Lucio.

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