Leonardo Spadi:

Leonardo Spadi ha 22 anni ed è diventato il più giovane consigliere comunale nella storia della città dopo le amministrative del 2017, quando si è candidato con Effetto Parma. Lista civica del’attuale Sindaco, Federico Pizzarotti. Oltre ad essere membro del Consiglio, che in alcune occasioni ha anche presieduto, Spadi è il delegato ai Rapporti con le rappresentanze studentesche, alla Partecipazione giovanile e al Welfare dello studente universitario.

Lo abbiamo intervistato, dopo il lockdown, per capire insieme come il Comune abbia gestito questi mesi di emergenza, come abbiano reagito i vari settori e come verranno organizzati gli eventi rimandati. Inoltre, ne abbiamo approfittato per chiedergli quale sia stato il percorso che l’ha portato ad entrare in politica in età così giovane, in un mondo che, solitamente, non lascia molto spazio ai suoi coetanei.

Spadi, qual è stato il percorso che l’ha portata a diventare Consigliere Comunale a soli 19 anni?

Il mio percorso e la mia passione nascono all’Istituto Tecnico Tecnologico Camillo Rondani quando, da rappresentante d’Istituto, mi sono trovato per la prima volta a dovermi occupare di più persone, di una comunità. Da lì, sono entrato nella Consulta Provinciale degli Studenti dove ho avuto spesso occasione di collaborare con l’ex amministrazione Pizzarotti, soprattutto con alcune figure come l’ex vice-sindaco Nicoletta Paci e l’ex-assessore Giovanni Marani con le quali si era creato un rapporto di lavoro e di amicizia. Questi legami, successivamente, mi hanno portato a fare la scelta di volermi occupare di qualcosa di più grande e di più complesso come la città dove sono nato e cresciuto. E poi di candidarmi, nel 2017, con la governance Pizzarotti, con la quale condivido le idee e la visione di città.

Com’è stato il suo approccio con l’ambiente comunale? Ha sentito il peso di essere membro dell’Amministrazione in età così giovane?

Dico la verità: quando sono entrato in Comune avevo il timore che le persone con più anni di esperienza potessero in qualche modo avere pregiudizi nei miei confronti. Invece ho trovato un ambiente che mi ha aiutato veramente tanto, a partire dal Sindaco, dagli assessori e da tutti i colleghi consiglieri. Soprattutto la parte tecnica è sempre stata molto disponibile con me, anche nel rispiegarmi le cose. Ho sempre pensato e sostenuto che il più grosso errore che potessi fare una volta entrato in Comune sarebbe stato quello di pensare di sapere tutto e di poter decidere qualsiasi cosa.

Per come sono fatto, cerco sempre di imparare, studiare e ascoltare, poi, eventualmente, prendere decisioni e lavorare. All’interno del Comune ho a che fare con persone sempre disponibili e gentili e con le quali ho un rapporto di rispetto reciproco. Anche da parte mia, ovviamente, c’è sempre disponibilità al confronto in qualsiasi ambito e soprattutto all’ascolto. Ecco, penso che il mio segreto sia stato questo: sapere ascoltare.

Veniamo all’attualità: come ha lavorato il Comune durante l’emergenza Coronavirus? Che impatto ha avuto sui vari settori?

Innanzitutto il Comune non si è mai fermato. Chiaramente alcuni settori si sono ritrovati completamenti ribaltati. Il reparto Cultura, ad esempio, che era partito a mille per tutti gli eventi legati a Parma 2020 si è ritrovato praticamente “senza lavoro”, anche se sono state intraprese azioni che provavano a tener vivo il mondo culturale. Altri settori come quello della Viabilità e Mobilità hanno dovuto riprogrammare i loro progetti: alcuni lavori pubblici sono stati anticipati perché è naturale pensare che ad agosto non avremo una città vuota, ma piena di persone. Di conseguenza non sarà possibile svolgere, come accadeva gli altri anni, alcune operazioni pubbliche pianificate per quel mese.

D’altro canto, abbiamo ambiti che invece hanno raddoppiato il carico di lavoro: penso ad esempio al settore Sociale che già di norma è un settore carico di impegni e che in questo particolare momento ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. Un altro settore che è stato particolarmente sotto pressione è stato quello della Comunicazione, oltre a quella personale del Sindaco (anche degli assessori e di noi consiglieri) che in questo periodo è stato bombardato di domande e chiarimenti. Per quanto riguarda il lavoro quotidiano è stata attuata una politica di smart working. In alcune giornate qui in municipio non c’era nessuno se non il Sindaco, la segreteria, il Capo di Gabinetto, il Direttore Generale e pochi altri ruoli; si è cercato di smaterializzare il Comune e devo dire che, grazie al Direttore Generale e a tutti i dirigenti che se ne sono occupati, ha funzionato.

Tengo a sottolineare che non si è fermata nemmeno la parte politica: il Consiglio Comunale è andato avanti in remoto grazie all’ottimo lavoro del Presidente Tassi Carboni che sin da subito si è adoperato per traslare tutto su piattaforme che hanno permesso di lavorare e di continuare con i Consigli. Chiaramente, il Consiglio Comunale fatto di persona è “più bello” però anche online abbiamo dato continuità all’azione amministrativa dell’Ente perché la Città non poteva fermarsi.

Quanto è stato sotto pressione il Comune in questi mesi?

Si può dire che in questi mesi tutti noi – dal Sindaco, agli assessori, a noi consiglieri – siamo stati praticamente in trincea. I decreti ci arrivavano di notte, li studiavamo il più possibile e in breve tempo li attuavamo e rispondevamo ai quesiti dei cittadini. Mi complimento anche con tutti i sindaci del territorio che durante tutta l’emergenza hanno messo da parte le idee politiche e si sono uniti per cercare di fare squadra e dividersi equamente i compiti. Lode a loro e, in generale, a tutti i primi cittadini d’Italia.

Oltre a Parma Capitale della Cultura 2020 e al Cibus, quali altri eventi sono stati rinviati o, addirittura, cancellati?

Purtroppo è chiaro che molti eventi sono stati o annullati. Penso alle grosse fiere: oltre a Cibus, anche il Mercante in Fiera è stato rimandato. Alcuni eventi per giovani che ho personalmente seguito abbiamo dovuto spostarli verso ottobre/novembre anche se ancora oggi non sappiamo se potremmo farli in quelle date, è tutto provvisorio. Per quanto riguarda Parma 2020 dispiace molto essersi ritrovati dai bellissimi 3 giorni d’inaugurazione, la festa di S.Ilario al Teatro Regio e la cerimonia con il Presidente Mattarella, all’annullamento di ogni cosa per colpa di una situazione e una tragedia che mai avremmo immaginato potesse accadere.

Il settore Cultura, guidato ottimamente dall’assessore Michele Guerra, si sta preparando a riorganizzare il tutto però, ad oggi, non è così semplice riprogettare perché non sappiamo in che modalità si potrà riprendere il prossimo anno. Siamo contenti che sia stato prorogato però allo stesso tempo, allo stato attuale, viviamo in una situazione d’incertezza.

Per quanto riguarda le sue deleghe: Come sono stati gestiti questi mesi sul lato giovani? Che progetti e sfide sono in programma per il futuro?

In questi due mesi abbiamo lavorato in stretta sinergia con l’Università alla quale, come Comune, abbiamo dato la piena disponibilità su qualsiasi ambito. Questa disponibilità è stata ampiamente dimostrata anche dall’Ateneo: chiedevo costantemente relazioni aggiornate all’Università su quello che si stava facendo e soprattutto sulla questione studenti in erasmus, tema che avevo particolarmente a cuore. Abbiamo distribuito mascherine nelle residenze degli universitari e abbiamo organizzato una diretta streaming con protagonisti il Sindaco Pizzarotti e il Rettore Paolo Andrei per aggiornare la cittadinanza e la comunità studentesca su quello che è stato fatto e su quello che sarà. Inoltre, abbiamo portato avanti alcune questioni burocratiche che ci trascinavamo da diverso tempo.

Per quanto concerne i progetti futuri, nei prossimi mesi le sfide riguarderanno il tema alloggi – anche se trattandosi di politiche a lungo corso sarà una questione che dovrà essere affrontata in termini di anni – e il tema trasporto pubblico, dove tanto era stato fatto fino ad oggi in materia di linee notturne, prolungamenti e navette. Ad oggi, data la situazione, progettare nello specifico è un po’ difficile: sul lato università le tante iniziative che avevamo messo in piedi per il 2020, insieme all’assessore Marco Ferretti, le stiamo prorogando e ripensando per il 2021. In generale, lavoriamo su tanti fronti per riprogettare la città ma è una sfida per la quale non ci sarà bisogno dei singoli ma di una visione d’insieme politica di Consiglio Comunale e di Giunta.

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