Lavacchielli, Cà Scapini, Vosina: i paesi fantasma dell’Appennino parmense, abbandonati a causa di delitti sanguinosi e presenze inquietanti

In tutta Italia, da nord a sud, da est a ovest, ci sono decine di borghi abbandonati, per un motivo o per l’altro: sono le cosiddette “città fantasma”, lasciate a causa di calamità naturali, fallimenti e problemi economici, tragici fatti di cronaca oppure troppo irraggiungibili ed isolate dal resto del mondo. Molto spesso questi paesini abbandonati sono circondati da un’aura di mistero, vi aleggiano segreti, leggende e credenze popolari. Si pensa che molti siano maledetti a causa dei fatti terribili che vi sono accaduti. Anche nel parmense esistono alcuni di questi paesini stregati.

Lavacchielli, in Val Noveglia, parte della più conosciuta Val Taro, era abitato perlopiù dagli scalpellini della valle adiacente, dei veri artisti delle costruzioni, il cui lavoro è ancora visibile negli edifici della zona; il paesino, abbandonato a causa della sua lontananza dalla civiltà, è ancora ben conservato, seppur immerso nella ormai fitta vegetazione. Si pensa che il villaggio, un tempo abitato da contadini ed allevatori, ora sia infestato dagli spiriti di un rabdomante e di un eremita che si persero in quei boschi e non furono mai più ritrovati. Alcuni affermano che si può ancora sentire pregare l’eremita e che il fantasma del rabdomante compaia all’improvviso a coloro che si addentrano nel bosco.  Lavacchielli è famoso anche perché sorge vicino a delle cascate e a quella che viene considerata una foresta stregata.   

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Lì vicino si trova un secondo borgo abbandonato, Pianelleto, in cui vivono alcuni anziani che tramandano una curiosa credenza: pare che, durante la notte, comparissero dei folletti che, per dispetto, intrecciavano le code dei cavalli o che addirittura maltrattavano gli animali; un giorno gli abitanti, stufi, chiesero al parroco di benedire il villaggio e da allora i folletti non comparirono più.

Un altro paese completamente abbandonato ormai da tempo è Vosina, il cui nome deriva dalle “vocine” che spaventavano gli abitanti del villaggio, spingendoli ad andarsene. Sembra che le voci siano causate da un sanguinoso fatto di cronaca accaduto durante la guerra, quando un gruppo di soldati russi restò ucciso in uno scontro a fuoco con i partigiani; i loro corpi furono sepolti in un cimitero lì vicino e di cui nessuno seppe più nulla. A quanto pare le misteriose voci appartengono proprio alle anime di questi soldati.

Infine, un’altra ghost town si trova nel territorio del comune di Compiano: si tratta di Cà Scapini, conosciuto come “il paese dei bambini perduti” in quanto si dice che si consumarono delitti sanguinosi come l’omicidio di molti bambini – l’origine del nome sarebbe infatti dovuta agli “scarpini” che i bambini indossavano -. Altro terribile fatto di cronaca riguarderebbe l’uccisione di una giovane pastorella, ritrovata mutilata nei pressi della chiesetta del paese. Il colpevole non fu mai trovato.

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