Maggiore di Parma, da mesi le televisioni non funzionano: ipotesi e testimonianze del disservizio
Da qualche mese all’Ospedale Maggiore di Parma i pazienti ricoverati – in tutti i reparti…
Da qualche mese all’Ospedale Maggiore di Parma i pazienti ricoverati – in tutti i reparti – non possono utilizzare le televisioni in camera. Un problema che potrebbe sembrare irrilevante se si pensa all’emergenza sanitaria in atto, ma che – proprio per l’emergenza sanitaria in atto – assume contorni inverosimili e paradossali. La segnalazione del disservizio è arrivata alla nostra redazione nei giorni scorsi da alcuni pazienti ricoverati in uno dei reparti adibiti a Covid-19: si tratta di persone con sintomi lievi o comunque non di grave entità che hanno riferito il problema contattandoci telefonicamente o affidando il loro racconto ad alcuni familiari. “Qui le giornate sono lunghe, per non dire lunghissime: siamo in isolamento, non possiamo vedere nessuno se non i nostri compagni di stanza. Le porte sono chiuse e non ci permettono nemmeno di vedere un po’ di ‘passaggio’ di medici ed infermieri nel corridoio. La televisione potrebbe tenerci compagnia, aiutarci a passare qualche ora spensierata, ma anche a tenerci informati su ciò che accade fuori di qui“.
Nelle stanze, in realtà, le televisioni ci sono: una per ogni posto letto. Ma non funzionano. Non si accendono. Dalle informazioni che siamo riusciti a reperire potrebbe esserci un problema di appalto, non assegnato a causa proprio del Covid-19, e che non permette ai pazienti di usufruire del servizio. “Anche solo ascoltare qualche voce che arriva dalla televisione – ci spiega un familiare di una persona ricoverata – aiuterebbe a sentirsi meno soli. Essendo in isolamento – giustamente – mia mamma non può nemmeno scambiare qualche parola con infermieri e dottori che entrano nella stanza solo il tempo delle visita. Noi non possiamo andare a trovarli e le persone che sono più anziane non hanno nemmeno il diversivo degli smartphone“.
Un’altra paziente, raggiunta telefonicamente ed asintomatica, ci ha raccontato di essere in attesa di avere il tampone negativo per potersi trasferire in una struttura di riabilitazione: “Medici ed infermieri qui sono fantastici, questo non dobbiamo stancarci di ripeterlo. Persone straordinarie, che ci hanno curato ed aiutato tantissimo, anche dal punto di vista morale. Per quello che riguarda le televisioni si sono scusati: capiscono che rimanere in isolamento per tanto tempo sia pesante a livello psicologico, che ci manchi la nostra famiglia e il non vedere persone e che qualche ora di televisione ci terrebbe un po’ compagnia. Non sto criticando le cure che ho avuto, o il servizio sanitario dell’Ospedale, che è ottimo, però questo della televisione è un disservizio che mi sento di segnalare“. Anche la sua compagna di stanza ci ha tenuto a sottolineare l’efficienza del personale medico e sanitario e a ringraziarli per tutto quello che fanno quotidianamente: “Sono trasferita qui da un’altra Regione: arrivata qui ho chiesto come funzionasse per la televisione e mi hanno spiegato che va noleggiata. Non mi aspettavo di dover pagare e sono rimasta un po’ perplessa: alla fine avrei anche pagato per avere il servizio, ma mi è stato detto che comunque ora non funzionano. E’ certamente vero che non si viene in Ospedale per vedere la tv, ma sarebbe stato un piccolo servizio importante, vista la condizione di isolamento“.
La situazione non è, però, relativa solo alle ultime settimane: abbiamo raccolto anche la testimonianza di due persone che sono state ricoverate lo scorso febbraio in un reparto non Covid. La prima per un intervento programmato, la seconda per un trauma dovuto ad un incidente domestico: “La mia permanenza in Ospedale è stata fortunatamente breve; il giorno dopo l’intervento ho chiesto al personale sanitario se ci fosse la possibilità di noleggiare la televisione per passare un po’ il tempo. Pur non essendo in un reparto Covid non potevamo uscire dalla stanza, quindi a parte il momento della fisioterapia, non vedevamo nessuno: mi è stato risposto che c’era un problema con la ditta che forniva il servizio e che non funzionavano le televisioni. Dopo qualche giorno sono stato dimesso, ma capisco che per chi deve rimanere in Ospedale per degenze lunghe, sia un disservizio“. La seconda testimone ha avuto un decorso un po’ più lungo, ma la risposta è stata sempre la stessa: “Le televisioni non si potevano usare, mi hanno detto subito che non funzionavano e che era già da tempo che il servizio non era attivo. Sono rimasta qualche settimana e non ci sono state evoluzioni. Mio marito ha fatto il tampone, così poteva venire a fare assistenza una volta al giorno: sono stata fortunata, almeno potevo scambiare due parole e vedere qualcuno. Ma chi è in isolamento…“.

