I consiglieri di Rete Civica: “Perplessi per quanto denunciato da Massari”

Dopo la pubblicazione sui social degli insulti al Sindaco di Fidenza e a Renzi e l’intervento del Presidente del Consiglio Comunale, anche Rete Civica commenta l’episodio

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Negli scorsi giorni il Sindaco Andrea Massari aveva denunciato pubblicamente su Facebook tutti i commenti offensivi ricevuti nella giornata della visita a Renzi. La politica fidentina si è subito infiammata. Francesca Gambarini ha prima preso le distanze da quanto accaduto, dimostrandosi solidale con il Sindaco. Poi è tornata sui suoi passi. Al Consiglio Comunale, il Presidente Amedeo Tosi ha duramente condannato gli episodi.

All’appello mancava la posizione di Rete Civica.  In una nota i consiglieri del gruppo di minoranza si dicono “perplessi per quanto denunciato pubblicamente dal sindaco con tanta enfasi“. In particolare sono concordi nel fatto che Massari non ne debba fare un atto di discredito verso l’opposizione.


Il sindaco – spiegano – cerca di accomunare le minacce ricevute ad un azione di discredito verso la minoranza ed i singoli consiglieri. Minoranza che nulla c’entra con queste minacce. Anzi, denunciamo quanto lui. Se non di più, e non solo da oggi ma da molto tempo. Anche quando le ingiurie e le diffamazioni provenivano da settori diversi“.

Il Sindaco non è un giustiziere, i problemi si affrontino nelle dovute sedi

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Se minacce ci sono state, il Sindaco sa dove fare le dovute denunce. Senza bisogno di mettere in piazza nè i consiglieri nè privati cittadiniLa nota di Rete Civica si concentra poi sul ruolo che dovrebbe avere il Sindaco: “dovrebbe essere il collante di una comunità. Capire e riprendere i cittadini che sbagliano. Distinguendoli dai comportamenti criminali, che vanno appunto trattati nelle sedi opportune“.

Le accuse – concludono – ai consiglieri non sono giustificabili in nessun modo. Il sindaco ha il compito di amministrare la città. Non di moralizzarla a senso unico, censurando quanto non gli piace. O lanciando accuse infamanti. Non provate, non provabili e di cui nel tempo, volta per volta, se ne dimostra l’inconsistenza. Il sindaco non crediamo debba e possa farsi, insieme, vittima, giudice e poi carceriere“.

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