La torta fritta è un piatto tipico dell’Emilia Romagna che nel tempo si è evoluto da un estremo all’altro della via Emilia
Ogni città chiama questa “prelibatezza” in un modo diverso, da gnocco fritto a gnocco. In tutto il territorio parmense si chiama torta fritta e in sé è un piatto povero. Si arricchisce unendo il tutto con formaggi, salumi e un buon bicchiere di Malvasia. In ogni trattoria o festa di paese si ama friggere la torta per essere servita come antipasto o come secondo piatto. Una volta fritta viene venduta in pezzi e molte volte ha la capacità di sostituire la bontà del pane. Ma vediamo come si realizza una buona torta fritta.
Ingredienti:
- 1 Kg di farina bianca zero
- 5 cucchiai di olio d’oliva
- 20 g di sale
- 20 g di lievito di birra
- 200 ml di acqua
- Strutto per la frittura
Preparazione:
Sciogliere il lievito in acqua tiepida. Disporre la farina a fontana, unire con sale e olio. Impastare il tutto e aggiungere acqua se necessario. Stendere la pasta con lo spessore di 3/4 millimetri. Formare dei rombi di dimensioni simili. Sciogliere lo strutto su fuoco alto e friggere la torta ambo i lati. Asciugare la torta fritta in carta assorbente.
La torta fritta è deliziosa se accompagnata da salumi e formaggi. Si può mangiare con la spalla cotta di San Secondo, con il prosciutto crudo di Parma o con il salame di Felino. Il formaggio che più si addice è il Parmigiano Reggiano, tagliato a scaglie abbastanza grandi. Un bicchiere di vino bianco renderà tutto più gustoso, magari una Malvasia secca.
