Caprioli davanti al Liceo Ulivi (foto di Paolo Piazza)

Parma gode di una particolare caratteristica, comune a poche città: avere a pochi metri dalle strade trafficate del centro un patrimonio raro di flora e fauna. Che cosa significa? Significa che il tratto cittadino del Torrente Parma è culla fertile di una ricca biodiversità urbana. Caprioli, specie protette di uccelli, l’incredibile rospo smeraldino e la rigogliosa vegetazione vivono e convivono nel tratto adiacente al Lungotorrente e questo patrimonio di biodiversità non va soltanto conosciuto, ma tutelato e studiato per comprenderne i suoi meccanismi più basilari.

La biodiversità urbana di Parma, un valore raro sotto i nostri occhi
Il gruccione (Foto di Raffaella Scaccaglia)

Per questo motivo è scattato l’allarme nelle associazioni ambientaliste quando si è annunciato che si sarebbe effettuato nel mese di luglio lo sfalcio dell’erba dell’alveo cittadino. Il comunicato di AIPO, Agenzia interregionale per il fiume Po, è stato pubblicato il 26 giugno, con indicazione di inizio dei lavori di manutenzione tre giorni dopo. Il coordinamento delle associazioni ambientaliste di Parma ha scritto immediatamente una lettera, come spiega la presidente del coordinamento e vicepresidente di ADA, Associazione donne ambientaliste, in cui si spiegava che i lavori di manutenzione avrebbero impattato negativamente la fauna del torrente.

Parma Etica Festival ha lanciato una petizione su Facebook, coinvolgendo i cittadini a firmare per far rimandare i lavori. Il motivo principale della richiesta degli ambientalisti era quello di svolgere i lavori in un periodo in cui gli animali avranno già finito il periodo di riproduzione, che avviene proprio tra primavera e inizio estate. Molte firme sono state raccolte e anche AIPO ha teso le orecchie: con un comunicato infatti ha fatto sapere che i lavori sarebbero stati rimandati a metà luglio, con fine prevista nei primi di agosto. “Un piccolo successo“, ma è sufficiente?

“Intervenire a livello educativo”

L’ascolto prestato da AIPO alle associazioni ambientaliste è stato ben accolto sia da ADA, Associazione donne ambientaliste, che da Legambiente Parma. Laura dello Sbarba, vicepresidente dell’associazione ambientalista al femminile, ha infatti affermato: “Abbiamo apprezzato l’ascolto, ma per il futuro si spera che intervenga anche la Regione con una legge a tutela della biodiversità“. Onde evitare futuri ping pong tra AIPO e ambientalisti infatti, dello Sbarba si augura che la legge regionale a tutela delle aree protette sia rivista ed estenda il periodo di “non intervento” fino a fine agosto.

AIPO deve ovviamente fare il suo lavoro e noi vogliamo rispettarlo. C’è da dire che forte pressione deriva anche dai cittadini, che associano l’erba alta al disordine, quando in realtà essa è culla della vita“. In questa misura, continua la vicepresidente, “sarebbe necessario intervenire a livello educativo“, per far imparare fin da piccoli l’importanza del rispetto degli ecosistemi e degli habitat che si vanno formando, tesoro di biodiversità, dove l’interconnessione tra terra e acqua forma una catena alimentare naturale, che non andrebbe artefatta.

ADA e le altre associazioni ambientaliste pensano infatti in grande. “Ci piacerebbe che l’area del Torrente Parma diventasse un Parco naturale fluviale, che avrebbe senso se fosse da monte a valle, in modo da tutelare tutto il territorio abitato da specie meravigliose, come il gruccione che nidifica nella sabbia dell’argine “. Trovare l’equilibrio tra esigenze di flora e fauna e benessere cittadino è infatti possibile: “La Food Forest in Via Picasso ne è un esempio, e la nostra proposta di inserire un naturalista tra i tecnici del comune va proprio in questa direzione“.

Nidi di gruccione (foto di Andrea Beseghi)

“Non sia uno scontro tra ambientalisti e non-ambientalisti”

Marta Mancuso, presidente di Legambiente Parma, si allinea alle considerazioni di Laura dello Sbarba: “Sicuramente è un buon segnale il fatto che abbiano preferito rimandare lo sfalcio, 15 giorni potrebbero però non essere sufficienti, si spera che almeno il periodo di allattamento dei caprioli avvistati sia quasi al termine. L’autonomia dei piccoli è essenziale per le conseguenze della “fuga” nel corso dei lavori“. Operare nelle giuste tempistiche e in modalità meno aggressive, come sostiene Mancuso, sarebbe un modo per trovare l’equilibrio.

Spesso ci si trova di fronte a manutenzioni non fatte per anni e a una corsa ai ripari molto aggressiva con operazioni fulmine e poco rispettose del contesto naturale, minando anche aree a cui era stato riconosciuto il valore di zone di riequilibrio ecologico“, spiega la numero uno di Legambiente PR. Fondamentale quindi, è riconoscere il valore che ha il corridoio ecologico del centro città di Parma, che andrebbe “lasciato vivere“.

Nitticora in volo (foto di Paolo Piazza)

Il riconoscimento di tale valore però, come spiega Mancuso, non sempre è presente: se da un lato non porta proventi economici, dall’altro è interpretato come qualcosa da “gestire” al fine della sicurezza idraulica. Il caso della manutenzione del Torrente Parma quindi, non deve essere interpretato come lo scontro tra forze ambientaliste e non-ambientaliste, ma anzi, come una parvenza di collaborazione tra più parti con competenze differenti, che insieme guardano verso una Parma più bella, più ricca e anche “più sana.

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