Il sogno di una Parma a dimensione umana di 2000 cittadini e 43 associazioni | INTERVISTA

Il sogno di una “Parma a dimensione umana” si fa strada tra i cittadini. Da circa un mese è stata lanciata una petizione online sulla piattaforma Change.org per chiedere al Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, e all’Amministrazione cittadina uno sviluppo diverso della città. Ad oggi hanno aderito all’iniziativa 45 associazioni e oltre 2000 firmatari. Il sogno è quello di poter incentivare la realizzazione di una città a dimensione d’uomo. Secondo i promotori, infatti, la città ha nuove esigenze dal punto di vista ambientale, della mobilità e da quello educativo. Ciò che si chiede agli amministratori locali è d’intervenire con politiche coraggiose ed azioni virtuose attraverso un confronto costante sulle scelte strategiche.

Proprio per questo, tra le richieste avanzate c’è quella di istituire un gruppo interdisciplinare di esperti indipendenti, nominati in condivisione con le associazioni e i gruppi sottoscriventi, che possano fornire un’attenta analisi su costi e benefici di progetti legati a queste tematiche. “Questo sarebbe anche un strumento utile per la politica – spiega Francesco Fulvi, tra i primi firmatati e segretario di Manifattura Urbana -, che potrebbe valutare, attraverso il parere di questi esperti, le varie iniziative che intende promuovere e portare avanti“. Le azioni promosse nel documento si dividono tra “immediatamente realizzabili” e “sperimentabili a lungo termine”, tenendo conto dei 17 punti sullo sviluppo sostenibile promosso dall’agenda 2030.

Gli interventi elencati nella petizione intercettando un sentimento d’innovazione che sembra essersi innescato anche in virtù dell‘emergenza sanitaria da Covid-19 degli ultimi mesi. Soprattutto si hanno avuto conferme del fatto che, nelle zone più inquinate del pianeta, tra cui la Pianura Padana, il virus abbia avuto più diffusione e letalità. Aspetti che hanno determinato in sempre più persone una certa volontà di cambiamento rispetto a questi temi.

Le 45 realtà che hanno firmato la petizione per una Parma a dimensione umana

Manifattura Urbana, WWF Parma, ADA Associazione Donne Ambientaliste, Legambiente Parma, Art Lab, Fridays for future Parma, Mamma Trovalavoro, Fruttorti Parma, No Cargo Parma, Slow Food Parma, Respiro Libero, Tuttimondi, Parma Sostenibile,Mercatiamo, Manifesto per San Leonardo, Eureka. Arte Cultura e Animazione, Pianeta Verde, FIAB Parma, Rete Solare per l’Autocostruzione, Cortex Bistrot, McLuc Culture, Le Petit Vélo educazione su due ruote, La Sajetta , Ciac Onlus, Casa della Pace Wonderful World, Bibliomondo famiglie volontarie, A.P.S. ParmaKids, Libri con le ruote. La biblioteca viaggiante di Parma, Made in Art, , Cielo Buio, Stop Elettrosmog Parma, Isde Parma associazione medici per l’ambiente, Amici del Parco e del Casino dei Boschi, Associazione Post, Cultural-mente aps, L’ABC, Movimento per la Decrescita Felice Parma, IBO Italia, CEA Centro Etica Ambientale, DES Distretto Economia Solidale Parma, Io mangio locale, Gruppo soci di Parma di Banca Etica, Casa delle Donne, Wendy Film.

Perché aderire alla petizione – Parma a dimensione umana -?

L’Associazione Donne Ambientaliste – fa sapere la vicepresidente, Laura dello Sbarba – aderisce alla petizione perché dalla tragedia del Covid-19 possa nascere un’attenzione rinnovata e concreta verso la sostenibilità ambientale. Tutti siamo stati costretti a comprendere la relazione stretta tra salute umana e salute dell’ambiente. Questo ci sembra il momento non rimandabile per “cambiare” in meglio, sia negli stili di vita individuali, sia nell’impostazione ambientale e sociale della vita cittadina.

Quali sarebbero le prime iniziative da promuovere per migliorare la città?

Innanzitutto, chiediamo una posizione contraria sull’Aereoporto cargo da parte di Sindaco e Amministrazione – afferma categorico Francesco Fulvi di Manifattura Urbana -: un conto è sapere che il Comune debba finanziare il progetto per cause di forza maggiore, ma un altro è quello di sapere che da parte loro c’è dissenso. Altra possibilità sarebbe quella di pedonalizzare il centro, anche solo una volta al mese, come ha fatto Bologna; ma anche disegnare piste ciclabili su strada, riducendo le corsie per le macchine, a senso unico di marcia. Oppure inverdire il più possibile gli spazi pubblici.

Riteniamo che sia necessaria un’azione attenta e costante di salvaguardia della biodiversità urbana – afferma invece la rappresentante di ADA -, che Parma ha la fortuna di possedere ancora. Riteniamo indispensabile che tra i tecnici che si occupano dei progetti pubblici venga inserita la figura del naturalista esperto in biodiversità da affiancare all’architetto e all’ingegnere secondo i criteri dell’eco-architettura.

La petizione invoca una “Parma diversa”, cosa significa?

Da tanti anni pensiamo che ci sia biosgno di una Parma diversa e a dimensione umana. Come prima cosa pensiamo alla qualità dell’aria: da 4/5 anni – specifica Fulvi – seguo l’andamento delle PM10 nel periodo invernale e il dato non migliora. Questo significa che non si fanno azioni sufficienti per contrastare l’inquinamento. Le estati sono sempre più calde e le città più roventi, le persone quindi o scappano o accendono i condizionatori, riscaldando così ancora di più l’ambiente. Anche la situazione di emergenza sanitaria legata al Coronavirus ci sta dando ragione: pare infatti che sia circolato con il particolato atmosferico o comunque che i nostri polmoni siano indeboliti dall’inquinamento che respiriamo quotidianamente.

Su quali principi si basa l’iniziativa?

Con questa petizione vorremmo rilanciare la città attraverso una serie di azioni che possono essere immediate e a più largo respiro. La strada intrapresa dall’Amministrazione sembra più che altro quella di chi non vuole deludere nessuno, invece è più che mai necessario attuare azioni coraggiose che rivoluzionino concetti come spazio pubblico, mobilità e scuola. Servono azioni concrete con una programmazione certa, non sono più accettabili frasi come ‘ci stiamo pensando’, per poi far saprire tutto.

Una delle proposte più rivoluzionarie che proponiamo è quella di cambiare la gerarchia veicolare di Parma: l’auto deve diventare un ospite all’interno del panorama urbano. Inizialmente si potrebbero sperimentare zone della città in cui proporre questo tipo di soluzione; qui le auto dovrebbero transitare all’interno di aree pedonalizzate ad un massimo di 30 chilometri orari. Questo è un modello a cui ambire in modo del tutto graduale cercando di risolvere anche la questione dei parcheggi.

Città come Parigi, Copenaghen o Milano – che hanno iniziato ad investire anni fa – sono già molto avanti rispetto alla mobilità sostenibile, perché hanno investito nelle infrastrutture.

Il torrente Parma offre diverse possibilità d’intervento e alcune criticità; come si potrebbe valorizzare?

Un sogno sarebbe quello di costituire un autentico Parco fluviale, che non comprenda solo il tratto di torrente Parma in centro, ma che vada da monte della città verso valle per valorizzare e tutelare l’incredibile patrimonio di biodiversità che il torrente regala. Il concetto di “parco” potrebbe acquisire valenza scientifica e non sarebbe più una parola da usare in maniera un po’ casuale. Non un percorso ciclabile, né un’area pic-nic, ma un vero Parco protetto dalle leggi nazionali e regionali, utilizzabile a scopo didattico e di godimento per tutta la cittadinanza con osservazioni dai ponti e dal Lungoparma. ADA è impegnata da sempre, nel suo piccolo, nell’educazione ambientale di giovani e adulti ed è disponibile a mettere a disposizione l’esperienza maturata.

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