Scarpa: “Parma protagonista delle proprie scelte. Serve una consultazione”
Oltre 150 firmatari, senza nessuna casacca di partito, chiedono di poter scegliere il candidato sindaco per il 2017 attraverso una consultazione aperta alla città
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Sono già 150 i firmatari dell’appello lanciato da Paolo Scarpa. L’obiettivo è quello di stimolare la vita politica della città, promuovendo una consultazione dei cittadini. È questo il modo ideale, secondo Scarpa, per poter scegliere il candidato civico per Parma. L’idea nasce dopo anni in cui il civismo politico di Parma ha subito forti sconfitte.
“È tempo – ha commentato Scarpa – che a Parma la buona politica dia un segnale forte. Da subito. E ricominci a parlare di futuro. Occorre andare oltre i personalismi, le divisioni, gli steccati. Dobbiamo avere la forza di costruire un progetto politico innovativo che parta dai bisogni delle persone. Dalla loro voglia di futuro, come anche dalle loro paure, e che sappia fare leva sulle straordinarie ricchezze morali e culturali che Parma possiede e che devono trovare espressione nei modi di fare politica“.
Il tutto è stato presentato all’incontro di ieri alla Galleria Giorgio Mazzocchi. Qui è stato presentato il manifesto civico alla città. Al suo fianco alcuni firmatari in rappresentanza degli oltre 150 cittadini – tra cui giovani, imprenditori, professionisti, esponenti della cultura, insegnanti e docenti universitari – che hanno condiviso e sottoscritto l’appello.
“Parma in questi cinque anni non è migliorata. Ma peggiorata“, prosegue Scarpa. “Alcuni fenomeni si sono amplificati, come la povertà, il degrado urbano, l’insicurezza e l’illegalità diffuse, l’inaridimento culturale, la salute. Parma continua ad essere una delle città con il maggiore inquinamento dell’aria. Non è più tempo di aspettare. Le elezioni sono domani. Non possiamo attendere eventi esterni come il referendum per decidere cosa fare. Questo vorrebbe dire deludere la città. Chiediamo alla politica di dare un segnale di volontà“.
“Occorre uno strumento di scelta trasparente“
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“Questo non è un progetto contro nessuno – precisa – ma per un’idea di città che creda nello sviluppo. Nella coesione sociale, nella solidarietà, nella sostenibilità, nella cultura come motori per diventare sempre più una comunità e non un insieme conflittuale di particolarismi. Chiediamo a partiti e movimenti democratici di parlarsi tra loro. Di costruire da subito un contatto per mettere a frutto anche quel lavoro che, separatamente, hanno realizzato per riattivare un rapporto fertile con le persone. Sarà fondamentale una trasparente scelta delle candidature. Una scelta abbia dietro quella necessaria capacità di elaborazione collettiva dei programmi. Una condizione indispensabile per uscire da vecchi riti che non portano da nessuna parte“.
“La parola primarie a Parma evoca uno scontro basato solo su rapporti di forza all’interno di un solo partito. Primarie come quelle viste in passato, sarebbero una sconfitta annunciata. Siamo convinti che lo stesso Pd ne sia consapevole. Ma se l’alternativa fosse una mediazione al ribasso, una trattativa segreta basata su personalismi o scambio tra posizioni di forza, sarebbe assai peggio“.
“Si pensi a strumenti di consultazione aperti ed innovativi“
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“Questi strumenti non siano solo del Pd. Ma strumenti in cui il Pd voglia esserci senza desiderio di egemonia, e che siano estesi a partiti, movimenti, società civile, volontariato, cultura, imprenditoria illuminata di Parma. Tutti abbassino le bandiere. Per lavorare insieme, disinteressatamente, per un progetto comune attorno ad una condivisa idea di città. Lasciando fuori da questo processo chi non rappresenta una spinta alla novità o è solo recettore di interessi di parte”.
Secondo Scarpa anche le regole dovranno essere riscritte insieme, “a partire dal metodo della consultazione “con i gazebo nelle pubbliche vie, nelle piazze, nei mercati, non nelle sedi di partito“. “Fondamentale – conclude – sarà avere a cuore la città. Comprendere che Parma vuole essere protagonista del suo presente e del suo futuro, che scelte che vengano da lontano o che siano condizionate da interessi di parte non avranno credibilità“.
I 150 firmatari hanno quindi lanciato la proposta e aspettano una risposta. Nel frattempo promettono di continuare ad elaborare idee e programmi, cominciando dall’ascolto della città “che è condizione necessaria per aprire una nuova stagione“.

