Una delle ricorrenze più sentite a Parma è senza dubbio la vigilia di San Giovanni. Tra mito e leggenda questa tradizione si è mantenuta nel tempo. Ci sono diverse versioni sull’origine di questa festa, che nasce inizialmente come anniversario pagano e coincide con quello della Fors Fortuna (la Fortuna d’ogni istante) che celebrava il solstizio d’estate. Un’usanza che si è tramandata e che conserva un pizzico di magia è quella di cogliere le goccioline solstiziali, cioè la rugiada, data dalla condensazione del vapore acqueo atmosferico. Si dice che in questa notte la rugiada abbia delle proprietà purificatrici, che tenga lontano qualsiasi malanno e che imbeva la terra degli influssi più potenti, quindi si pensa che le erbe medicinali colte in questo periodo siano più efficaci.

La tradizione dei Tortelli d’Erbetta

Un’altra versione della storia dice che questa data sia importante per la città perché il 24 giugno 1210 le truppe parmigiane riportarono un’importante vittoria contro Cremona, città con cui i rapporti da tempo erano molto tesi. I locali decisero quindi di aggiungere San Giovanni come protettore della città insieme a Sant’Ilario, San Giuseppe e San Bernardo degli Uberti. Si dice anche che per festeggiare la vittoria i parmigiani organizzarono un banchetto a base di tortelli, per questo motivo sono diventati un piatto tradizionale.

Un’altra versione della leggenda racconta che fu Benedetto Antelami, incaricato di ultimare i lavori del Battistero di Parma, a preparare questo piatto per festeggiare i suoi capimastri nel 1196. I tortelli quindi non sono un caso ma vengono anche da un’esigenza data dalla stagionalità dei prodotti. Infatti il grano prodotto nella seconda metà di giugno e appena raccolto è di ottima qualità, insieme alle uova producono una fojäda (pasta sfoglia) perfetta. Nello stesso periodo i caselli in cui si produce il parmigiano non si limitano soltanto a questa produzione ma creano anche burro e ricotta, rispettivamente il condimento ed il ripieno dei tortelli. Un’altra curiosità riguarda sempre il ripieno, il termine “erbetta” non sarebbe un vezzeggiativo di erba ma una contrazione dialettale dal latino herba beta che significa bietola, appunto. Non può mancare poi il re della provincia nel condimento ovvero, il Parmigiano Reggiano.

La tradizione si è tramandata con la tortellata di San Giovanni: consiste nel cenare fuori casa tra i vicoli del centro o nei campi della provincia con i classici tortelli d’erbetta. Si cena fuori perché si dice che la rugiada che si posa sulla pelle durante questa notte porti fortuna.

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